L’incontro dello scorso 26 ottobre a Pisa, dove è stato presentato il ‘Rapporto Ecomafia 2016’ di Legambiente, ha lasciato intendere la necessità di un intervento deciso da parte delle autorità competenti per arginare il crescente fenomeno della criminalità ambientale.
Anche per questo, in linea di continuità, le associazioni Legambiente Valdera, Slow Food Valdera, Wwf Alta Toscana, Libera Coordinamento provinciale di Pisa, Associazione Orizzonte Comune, Un comune per tutti, Chiodo Fisso e il Movimento per la Tutela dell’Ambiente e del Territorio Montefoscoli, si fanno portavoce della campagna “Liberi dai Fanghi” presentando un documento condiviso attraverso il quale si chiede, alla P.A. locale, di “operare una moratoria dello spandimento dei fanghi, facendo leva sui propri strumenti amministrativi come il regolamento di polizia rurale per aumentare i controlli”. Non solo. Con tale comunicato le associazioni si impegnano a sostenere le amministrazioni locali nei confronti della Regione Toscana affinché possa tendersi ad una “messa al bando definitiva della pratica dello spandimento di fanghi da depurazione in agricoltura”.
Mentre il Sindaco di Peccioli fa sapere che negli ultimi tempi sono stati fatti notevoli passi avanti nella lotta all’inquinamento del territorio – che oggi, sulla base non di un controllo a campione, ma una massiccia indagine a tappeto su circa 300 ettari di terreno, non risulterebbe inquinato – l’inchiesta della Dda di Firenze, che già vede 31 persone indagate e 6 persone agli arresti domiciliari, continua senza sosta, grazie anche al supporto, in termini di dati ed iniziative, fornito dalle suddette associazioni. Quella dell’inquinamento ambientale è una vicenda che desta preoccupazione non solo per le ricadute negative in termini di “immagine” sul territorio toscano interessato, famoso anche per i suoi prodotti, esportati in gran parte d’Italia e all’estero, quanto anche (e soprattutto) in reazione ai rischi per la salute delle persone o di un irreversibile degrado ambientale, per fermare i quali, viene dunque richiesto un intervento deciso e perentorio che attraverso gli strumenti amministrativi possa dare concretezza alle voci di chi richiede tutela.